Il nostro Sergio è stato nominato “Custode delle Terre Alte 2025” dal Club Alpino Italiano (CAI), un riconoscimento che celebra l’impegno nella tutela dell’ambiente montano e nella valorizzazione dei territori delle Terre Alte. Nel cuore dei Monti Sibillini, questa nomina diventa un simbolo concreto di amore per la natura e responsabilità verso il futuro delle nostre montagne.
Un riconoscimento che parla di montagna, impegno e comunità
La cerimonia ufficiale si è svolta sabato 27 settembre presso la sede della Croce Verde di Fermo, dove il CAI ha celebrato l’edizione 2025 del premio nazionale “Custodi delle Terre Alte”. La serata, molto partecipata, ha unito appassionati di montagna, istituzioni e cittadini, tutti accomunati da un profondo rispetto per l’ambiente e da un desiderio condiviso: preservare la bellezza dei Monti Sibillini per le generazioni future.
Il premio, consegnato a Sergio Corridoni, riconosce il valore del suo lavoro e la coerenza della sua vita quotidiana con i principi di sostenibilità, rispetto della natura e radicamento nel territorio.
Fonte: Vivere Fermo
Chi è Sergio Corridoni, il Custode delle Terre Alte 2025
Sergio Corridoni è un apicoltore che ha fatto dell’armonia con la natura la sua filosofia di vita. Nel suo lavoro quotidiano con le api, Corridoni vede una metafora potente del rapporto tra uomo e ambiente: equilibrio, ascolto, rispetto dei cicli naturali.
Il Club Alpino Italiano lo ha scelto come Custode delle Terre Alte per il suo impegno nella valorizzazione del territorio montano e nella promozione di pratiche sostenibili, capaci di tutelare la biodiversità e di mantenere vive le aree interne dell’Appennino.
Durante la cerimonia è stato proiettato il docufilm “Api Regine”, e si è svolto l’incontro “Io, le mie api, i miei monti”, un dialogo aperto sul legame tra apicoltura, natura e cultura delle Terre Alte. Un momento toccante, che ha mostrato quanto la passione per la montagna possa trasformarsi in un atto di cura verso l’intero ecosistema.
Approfondimento: CAI Fermo – Custodi delle Terre Alte 2025

I Monti Sibillini: un patrimonio da custodire
Un territorio fragile e prezioso
I Monti Sibillini, che si estendono tra le Marche e l’Umbria, rappresentano uno dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino centrale. All’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, natura e cultura convivono in un equilibrio delicato: boschi, pascoli, borghi storici e tradizioni che ancora oggi raccontano una montagna viva, autentica e accogliente.
Essere “custode” in un territorio come questo significa difendere un equilibrio sottile: tra turismo e conservazione, tra sviluppo locale e protezione ambientale, tra passato e futuro. Ogni azione di rispetto – dal mantenimento di un sentiero alla gestione sostenibile di un’attività agricola – contribuisce a preservare la ricchezza naturale e umana dei Sibillini.
Il valore del Parco Nazionale
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è oggi un laboratorio di biodiversità e un modello di gestione sostenibile. Iniziative come il riconoscimento a Sergio Corridoni sottolineano quanto sia fondamentale investire nella coscienza ambientale e nella responsabilità condivisa tra istituzioni, residenti e visitatori.
Ogni custode, ogni volontario, ogni appassionato rappresenta una tessera di un mosaico più grande: la comunità che protegge e valorizza le montagne.
Il significato profondo del titolo “Custode delle Terre Alte”
Il titolo conferito dal CAI non è solo un premio simbolico, ma un invito a riflettere sul nostro modo di vivere la montagna. Le “Terre Alte” non sono soltanto luoghi da esplorare o fotografare: sono spazi di silenzio, lavoro, memoria e futuro.
Il progetto del Club Alpino Italiano mira a creare una rete di persone che incarnano la filosofia del rispetto e della cura, trasformando la montagna in una scuola di equilibrio e responsabilità. In questo senso, la storia di Corridoni è un esempio concreto di come la passione individuale possa diventare patrimonio collettivo.
“Io, le mie api, i miei monti”: l’armonia tra uomo e natura
Durante la cerimonia, il racconto di Corridoni ha toccato molti partecipanti: il rapporto con le api, così fragile e necessario, è lo specchio del nostro legame con la terra. Le api, infatti, sono considerate indicatori biologici della salute dell’ambiente. Prendersi cura di loro significa proteggere la biodiversità e garantire un futuro più sano per tutti gli ecosistemi.
Nei Monti Sibillini, questo dialogo tra uomo e natura assume un valore ancora più forte: qui la montagna è viva, ma richiede attenzione, rispetto e scelte consapevoli. Le Terre Alte non si possiedono: si custodiscono.
Un messaggio per il futuro dei Monti Sibillini
La nomina di Sergio Corridoni a Custode delle Terre Alte 2025 porta con sé un messaggio di speranza. In tempi in cui il cambiamento climatico e l’abbandono delle aree montane minacciano la sopravvivenza di molti territori interni, esempi come il suo ci ricordano che la cura del paesaggio è anche una forma di civiltà.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini può trarre da questa storia un’ispirazione concreta per rafforzare i propri progetti di educazione ambientale, turismo lento e agricoltura sostenibile. Un impegno collettivo che parte dal basso, dalle persone che vivono la montagna ogni giorno e che la considerano casa.
“Prendersi cura delle montagne significa prendersi cura del nostro futuro.”

